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Rimborsi fatturazione a 28 giorni

1. Telefono cellulare: i servizi in abbonamento

Il telefono cellulare è entrato nelle nostre vite ormai da molti anni divenendo uno strumento indispensabile per comunicare e per relazionarci con le altre persone. Utilizziamo il cellulare per chiamare familiari e parenti, per organizzarci con gli amici e per condurre la nostra attività lavorativa.

Rimborsi fatturazione 28 giorni

Ognuno di noi ha stipulato un contratto con una compagnia telefonica per poter usufruire dei servizi di telefonia: dapprima la linea telefonica e poi la rete internet.

Agli albori, i servizi per l’utilizzo del cellulare erano a pagamento secondo uno schema “paghi per quel che usi” e quindi si pagava la telefonata in base alla sua durata, si pagava il messaggio un tot ad invio e anche il servizio internet era addebitato a secondo del tempo della connessione. Negli ultimi tempi, invece, le imprese telefoniche forniscono tali servizi in abbonamento richiedendo il pagamento di un canone mensile onnicomprensivo. Si paga quindi un tot al mese per avere a disposizione tutti i servizi telefonici secondo pacchetti prestabiliti.

2. Fatturazione a 28 giorni

Nel corso degli anni, tuttavia, alcune compagnie telefoniche italiane hanno introdotto l’addebito del canone per i servizi di telefonia non ogni 30 giorni, bensì ogni 28 giorni. Si tratta della pratica della c.d. fatturazione a 28 giorni che ha consentito alle compagnie di aumentare i ricavi perché in tal modo ogni anno riuscivano ad addebitare un canone in più agli utenti visto che con le 52 settimane in un anno i rinnovi passavano da 12 a 13.

3. Intervento dell’AGCOM

Sul punto sono intervenuti l’Agenzia per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e il Consiglio di Stato.

A marzo 2017 l’AGCOM emetteva la delibera 121/17/CONS con cui vietava a Fastweb, TIM, Vodafone e WindTre la fatturazione a 28 giorni nelle offerte su telefonia fissa, mantenendo invece la possibilità di utilizzarle nel settore mobile.

Nel dicembre 2017 con quattro delibere (la 497/17 per Wind Tre, la 498/17 per Vodafone Italia, la 499/17 per Tim e la 500/17 per Fastweb) l’Autorità multava le compagnie imponendo loro i rimborsi per i giorni pagati in più rispetto alla fatturazione mensile.

L’AGCOM ha chiarito che i rimborsi per le fatture a 28 giorni dovranno essere automatici.

4. Solo per fatturazione su telefonia fissa

È opportuno chiarire che il rimborso imposto dall’AGCOM e dalle autorità giurisdizionali amministrative riguarda esclusivamente i servizi di linea fissa a fatturazione e quindi i clienti che prevedono un piano ricaricabile senza fattura non hanno ancora diritto al rimborso.  Secondo l’Autorità la fatturazione a 28 giorni realizza un difetto di trasparenza nella telefonia fissa poiché il pagamento è effettuato con addebito diretto su conto corrente bancario e ciò rende difficoltoso per il consumatore comprendere gli aumenti, mentre nella telefonia mobile, dove il 76% del traffico è prepagato, tale problema di trasparenza non si pone negli stessi termini.

5. Come ricevere il rimborso

Al momento alcuni operatori descrivono come funziona il sistema di rimborso e quali siano le forme di rimborso. Si rinvia ai siti internet di Fastweb, TIM, Vodafone e WindTre per ottenere maggiori informazioni oppure ai rispettivi numeri di assistenza telefonica dato che le modalità di rimborso cambiano a seconda dell’operatore. Un’alternativa è recarsi nei numerosi punti vendita degli operatori telefonici che si trovano nel nostro territorio (nella provincia di Vicenza, a Thiene, a Schio e a Malo) dove si può avere il vantaggio di parlare con una persona di fronte.

Il sito “Altro consumo” ha effettuato una ricerca per verificare se le compagni telefoniche hanno rispettato l’obbligo di dare informazioni chiare e precise in merito ai rimborsi automatici. Ecco qui uno stralcio dell’articolo:

–  Fastweb. Sul sito non abbiamo trovato nulla. Le informazioni, infatti, sono relegate nell’area personale dei clienti (myFastweb Page), accessibile solo agli utenti che hanno diritto al rimborso.

– Tim. Ha messo a disposizione dei clienti una pagina web dove, in sostanza, fa sapere che chi ha diritto al rimborso potrà richiederlo accedendo all’area WEB MyTim. La pagina è riservata ai clienti: per poter capire quindi come ottenere il rimborso è necessario essere un cliente di Tim.

-Tiscali. Sul sito della compagnia telefonica non abbiamo trovato nessuna informazione al riguardo.

– Vodafone. Ha messo a disposizione un modulo online, ma non dice nulla sulla procedura di rimborso.

– Wind Infostrada – Tre. Anche in questo caso, l’operatore ha messo a disposizione una pagina web, ma per poter accedere al sistema di rimborso è necessario entrare nell’area clienti”.

 

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