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Diritto di recesso – acquisti on line

E’ consentito il diritto del recesso al consumatore che acquista on line anche se rimuove la pellicola protettiva del prodotto

Interessante sentenza della Corte di Giustizia europea (sentenza 27 marzo 2019 – sesta sezione) sul diritto di recesso negli acquisti on line.

Il caso da cui si è partiti è quello dell’acquisto, tramite internet, di un materasso da parte di un consumatore tedesco da una impresa tedesca di vendita online. Il consumatore, ricevuto il materasso, ne aveva rimosso la pellicola protettiva ed aveva successivamente esercitato il recesso restituendo il materasso e chiedendo alla venditrice il rimborso del prezzo (€ 1.094,52) oltre ai costi sostenuti per la restituzione del bene. La venditrice non aveva accettato il recesso richiamando l’art. 16 lett. e) della Direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo intitolato “Eccezioni al diritto di recesso” per il quale “Gli Stati membri non prevedono il diritto di recesso di cui agli artt. da 9 a 15 per i contratti a distanza (…) relativamente a: (…) e) la fornitura di beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna. (…).

La questione interpretativa sottoposta al vaglio della Corte è quella se l’art. 16, lettera e) della Direttiva 2011/83 debba essere interpretato nel senso che rientra nella nozione di “beni sigillati che non si prestano ad essere restituiti per motivi igienici o connessi alla protezione della salute e sono stati aperti dopo la consegna”, un bene come un materasso la cui protezione è stata rimossa dal consumatore dopo la consegna dello stesso.

La Corte dopo aver ricordato che il recesso deve essere esercitato entro 14 giorni dal ricevimento senza dover fornire alcuna motivazione, ribadisce che la Direttiva 2011/83 mira ad assicurare un elevato livello di tutela ai consumatori e che le eccezioni al diritto di recesso devono essere interpretate in maniera restrittiva. Di conseguenza l’eccezione in questione si applica soltanto se, una volta aperto l’imballaggio il cui il bene è contenuto, questo non può più essere commercializzato per motivi igienici o connessi alla protezione della salute (come ad esempio, uno spazzolino da denti) poiché è impossibile o eccessivamente difficile, a causa della natura stessa di tale bene che il professionista adotti misure che consentano di rimetterlo in vendita senza per questo nuocere all’una o all’altra di tali esigenze. Il materasso cui sia stato tolto l’imballaggio non è per ciò solo definitivamente inidoneo ad essere oggetto di un nuovo utilizzo da parte di un terzo o di una nuova commercializzazione. E’ sufficiente a tal riguardo ricordare che uno stesso e unico materasso è utilizzato dai clienti successivi di un albergo, che esiste un mercato dei materassi usati e che materassi che sono stati utilizzati possono essere oggetto di una pulitura in profondità. Il materasso, afferma ancora la Corte, può essere equiparato ad un indumento per il quale vi può essere un contatto diretto con il corpo umano ma, ciò nonostante l’indumento può essere restituito dopo la prova.

La Corte ricorda infine che il consumatore è comunque responsabile della diminuzione di valore risultante da manipolazioni diverse da quelle strettamente necessarie per stabilirne la natura, le caratteristiche ed il funzionamento, ma senza per questo decadere dal diritto di recesso.

 

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